terremoto in Abruzzo

La nostra “can-do attitude” va oltre il business

Il terribile sisma che ha sconvolto L’Aquila e le zone limitrofe la notte del 6 aprile 2009 ha coinvolto pesantemente la nostra azienda, che purtroppo ha perso la driver Paola Tomei. La nostra Filiale de L’Aquila è stata resa inagibile e alcuni nostri colleghi, che qui lavoravano, si sono ritrovati senza abitazione, costretti ad alloggiare nelle tendopoli con le loro famiglie.

Subito abbiamo sentito il dovere di diventare un ideale collettore dei soccorsi. Ed è stato naturale che migliaia di veicoli, un network nato per movimentare in poche ore centinaia di migliaia di spedizioni e le nostre competenze fossero “convertiti” a favore delle popolazioni devastate dal terremoto canalizzando le esigenze segnalate dalla Protezione Civile e organizzando una gigantesca raccolta spontanea di generi di prima necessità.

Il materiale di primo soccorso richiesto è partito in grandi quantità già il giorno seguente al sisma da ogni Filiale italiana alla volta del nostro Hub di Ancona, dove è stato stoccato e da cui sono partiti i rifornimenti alla Filiale di Pescara, che ha coordinato le attività di distribuzione con le autorità locali, la Caritas e la Protezione Civile.

Nella prima settimana abbiamo portato nelle tendopoli 120 metri cubi di materiale di primo soccorso, in quella successiva oltre 200. Abbiamo trasportato circa 6 bilici di aiuti alle popolazioni colpite e 70 aziende nostre clienti ci hanno affidato beni e prodotti da far pervenire alle zone terremotate. I nostri partner autotrasportatori hanno prestato gratuitamente la loro opera per la gestione delle consegne.

Le 4.646 ore di lavoro e di ferie offerte dai dipendenti di TNT Express Italy sono confluite, insieme alle donazioni provenienti dai colleghi stranieri, in un apposito conto di solidarietà. Alcuni nostri colleghi hanno effettuato azioni di volontariato nelle zone colpite.

Come scritto in calce alla case history del Bilancio di Sostenibilità 2008, incentrata sulla nostra risposta all’emergenza in Abruzzo, “è responsabilità di ognuno di noi costruire un mondo migliore, così come, se occorre, ricostruirlo”.
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